Comunicato stampa n.791 (67-2018)

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L’Unione delle Terre d’Argine, dopo le prime due rilevazioni effettuate nel 2010 e nel 2015, ha svolto nei mesi scorsi una terza indagine sul grado di soddisfazione e di percezione della qualità del servizio di nido di infanzia: la ricerca ha coinvolto le famiglie i cui figli hanno frequentato i servizi alla prima infanzia comunali e convenzionati nell’anno scolastico 2017/2018. Il questionario è stato proposto on-line. La risposta si è confermata molto alta: delle 688 famiglie con bambini iscritti hanno infatti accettato di rispondere via e-mail 300 famiglie.

L’indagine ha riguardato la qualità percepita in base a sette aree ritenute significative e che riguardavano, oltre agli aspetti più tecnici (quali il calendario di apertura, gli orari, l’accessibilità al nido, gli aspetti strutturali, il servizio pasti e di pulizia), anche i risvolti pedagogici, come la professionalità del personale e le proposte educative e, infine, anche l’aspetto legato alla partecipazione delle famiglie alle attività del nido.

Dall’analisi delle risposte delle famiglie appare chiara una soddisfazione generale molto alta da parte dei genitori con valutazioni medie sui singoli aspetti indagati che non scendono mai al di sotto dell’8.6 (in una scala da 1 a 10 è da considerarsi una valutazione molto buona) e con punte di 9.1, giudizio che può ritenersi ottimale. Nel confronto con i dati del 2010 e del 2015 inoltre si può sottolineare che la soddisfazione delle famiglie è addirittura aumentata in tutte le aree e in modo significativo in alcune, come ad esempio l’accesso al servizio (da 7.6 nel 2010 a 8.6 nel 2018) e l’aspetto della struttura e dei materiali presenti nei nidi (da 8.3 a 8.8). Il risultato è ancora più interessante se si riprende la mappa delle priorità elaborata nelle precedenti indagini, nella quale gli aspetti di accesso, calendario e orari e partecipazione delle famiglie venivano indicati come possibili aree di miglioramento, avendo ottenuto punteggi alti di importanza, ma più bassi in termini di soddisfazione. L’incremento di soddisfazione in queste aree e la contemporanea minore o uguale importanza attribuita rende conto degli sforzi fatti negli ultimi otto anni per seguire le indicazioni date dagli utenti.

La valutazione complessiva del servizio di nido, inoltre, ha avuto un incremento costante, da 8.7 nel 2010 a 8.8 nel 2015 al pieno 9 nel 2018.
Si confermano poi come punti di forza del servizio (sulla base dell’attribuzione del maggior grado di soddisfazione e importanza) il personale e le proposte educative, cioè le figure impegnate nella cura dei bambini e ciò che viene svolto nel nido da un punto di vista appunto educativo.
Tutto il resto sembra ruotare intorno a questi aspetti e completare un’offerta che, in generale, viene percepita come detto di qualità estremamente elevata. Per il 61% delle famiglie il servizio è stato addirittura migliore rispetto alle aspettative iniziali mentre per il 35% uguale.
Anche l’aspetto che indaga il rapporto tra retta pagata e servizio ricevuto, che solitamente riceve la valutazione più bassa, è passato da un 6.8 nel 2010 ad un 7.0 nel 2015 per arrivare a 7.3 in questa indagine, risultato ottenuto nello scorso anno scolastico, ancora prima che fossero abbassate le rette. Ciò significa che è aumentata la percezione della qualità del servizio ricevuto. Dall’anno scolastico 2018-19, tuttavia, sono state comunque introdotte riduzioni delle tariffe di frequenza e agevolazioni per chi ha due bambini iscritti ai servizi 0-6 dell’Unione.

Queste le dichiarazionI del Presidente dell’Unione delle Terre d’Argine e Assessore alle Politiche e Scolastiche Paola Guerzoni: “I dati relativi alla valutazione delle famiglie sono molto chiari e ci restituiscono un feedback positivo sui principali interventi messi in campo dall’Amministrazione in questi anni e credo possano essere ulteriormente confermati da altri dati significativi.

CONSOLIDAMENTO DOMANDA - Per quanto riguarda l’anno scolastico 2018/19, si può affermare che è stabile la domanda di accesso al servizio a Carpi, Novi di Modena e Campogalliano, mentre a Soliera è in significativa ripresa; in sede di approvazione delle graduatorie definitive si sono registrati i seguenti dati: 343 domande a Carpi contro le 344 dell’anno scolastico 2017/18, 22 domande a Novi contro le 19 dell’anno scolastico 2017/18, 43 a Campogalliano contro le 41 dell’anno scolastico precedente e 86 a Soliera contro le 67 dell’anno scolastico precedente. Stiamo raccogliendo i dati definitivi dei frequentanti che pubblicheremo – come ogni anno – a gennaio; tuttavia visto anche il calo demografico dei bambini nati negli ultimi anni, ci aspettiamo un tasso di frequenza ai servizi 0-3 anni che superi il già significativo 37% ottenuto nell’ultima rilevazione.

RIDUZIONE RETTE - Come Giunta dell’Unione abbiamo deciso di abbassare le rette dei nidi di infanzia (che erano invariate dal 2012). Anche a fronte del finanziamento statale del “Fondo nazionale per il sistema integrato di educazione ed istruzione” erogato ai Comuni e alle Unioni per aiutarli a sostenere i servizi per l'infanzia (in base a parametri quantitativi e qualitativi), e nel rispetto delle linee di indirizzo previste dalla Regione Emilia-Romagna, la Giunta dell'Unione ha infatti deciso (delibera n. 83 del 27/07/2018):
-    da una parte, la riduzione della retta a carico dei genitori che hanno figli al Nido d'Infanzia, servizio che, per la tenera età dei bambini, è il più costoso. Si tratta di una riduzione media di 30 euro al mese a famiglia, 40 euro al mese per le rette più alte (la retta massima del nido è passata infatti da 470 a 430 euro al mese, quella del nido part-time da 390 a 350 euro, ma i benefici, grazie al sistema di calcolo dell’ISEE puntuale adottato dall'Unione molti anni fa, ha permesso una riduzione molto importante anche per le rette medie e medio-basse;
-    dall’altra una riduzione più consistente per le famiglie che hanno due figli iscritti ai servizi dell'infanzia di tutta l’Unione. Le agevolazioni sono state aumentate sia in valore sia nella fascia ISEE corrispettiva: fino a un ISEE di 20.000 euro la riduzione della retta più alta fra le due sarà del 50%, per un ISEE da 20.000 a 35.000 euro la riduzione sarà del 30%.
In totale si prevede che grazie a questi provvedimenti di riduzione le famiglie dell’Unione risparmieranno nell’anno scolastico in corso tra i 150 e i 200 mila euro.

SPERIMENTAZIONI E INNOVAZIONI – Abbiamo inoltre colto in questo mandato la richiesta di rendere più flessibile ed innovare l’offerta alla prima infanzia, mantenendo però al centro il benessere dei bambini e il ruolo educativo dei servizi. Per quanto riguarda i servizi comunali possiamo ad esempio ricordare i seguenti interventi già messi in campo, anche grazie al recente progetto nazionale di rete “Focus 06 – una comunità per il benessere dei bambini” (cfr. per tutte le informazioni e gli apprendimenti il sito www.progettofocus06.it):

  • CAMPOGALLIANO: offerta di orario part-time all’interno delle sezioni del nido; definizione di un calendario comune per qualificare i servizi all’infanzia per il futuro Polo dell’infanzia;
     
  • CARPI: offerta di un servizio di «Open groups per bambini da 2/6 anni» presso le scuole Arcobaleno e Peter Pan; accoglienza di bambini con disabilità multiple complesse; attivazione dello «Spazio Bambini Tartaruga» per bambini dai 15 ai 36 mesi; nido part-time «Melarancia» e il Centro Bambini e famiglie «Scubidù» e della relativa offerta integrata con il Centro per le Famiglie;
     
  • NOVI DI MODENA: offerta di orario part-time all’interno delle sezioni dei nidi; nei nidi «Aquilone» e «Girotondo» offerta integrativa per bambini e famiglie per due pomeriggi e per i sabati mattina di ogni settimana;
     
  • SOLIERA: offerta di part-time all’interno delle sezioni del nido; recentemente inaugurato e attivo il Polo d’infanzia «Roncaglia» con il Centro Bambini e Famiglie «In Erba» e un ricco calendario integrato per qualificare i servizi all’infanzia progettato e offerto dal Comune di Soliera, Coordinamento Pedagogico, Fondazione Campori e Cooperativa Sociale Eortè”.