Alcune decisioni condivise

 

Come noto, il DPCM del 2 marzo 2021 e l’ordinanza regionale della Regione Emilia-Romagna n. 25 del 3 marzo 2021, hanno sospeso per tutta la provincia di Modena (che è stata collocata in “zona rossa”) tutte le scuole di ogni ordine e grado e, a partire dal prossimo lunedì 8 marzo, anche i nidi e le scuole di infanzia.

 

Nella giornata di oggi si sono riuniti on line tutti i gestori dei servizi 0-6 anni comunali, statali e privati dell’Unione Terre d’Argine per confrontarsi e coordinarsi. Queste sono state le principali decisioni assunte di comune accordo per la riorganizzazione dei servizi nel rispetto delle nuove normative:

 

1. Come previsto dall’ordinanza e dall’art. 43 del DPCM, tutti i gestori pubblici e privati organizzeranno dal prossimo lunedì 8 marzo o al più tardi da martedì 9 marzo, l’accoglienza in presenza dei bambini con disabilità certificata, in base alle richieste e alle esigenze manifestate dalle famiglie. Per garantire il più possibile la continuità educativa, nelle strutture che rimarranno aperte, saranno se possibile presenti gli abituali insegnanti ed educatori. Tale accoglienza sarà in orario antimeridiano (di norma dal mattino fino alle 12.30-13), prevedendo per i bambini una merenda.

 

2. Si cercherà di organizzare per tutti i bambini forme di educazione a distanza e di contatto con i bambini e le famiglie, pur nella consapevolezza che questa modalità risulti non del tutto idonea dal punto di vista educativo per bambini e bambine così piccoli.

 

3. Rispetto alla nota di ieri del Ministero dell’Istruzione relativamente alla applicabilità “salvo diversa disposizione delle Ordinanze regionali o diverso avviso delle competenti strutture delle Regioni, da verificare da parte degli USR, […] della presenza... degli alunni e studenti figli di personale sanitario o di altre categorie di lavoratori, le cui prestazioni siano ritenute indispensabili per la garanzia dei bisogni essenziali della popolazione, nell’ambito di specifiche, espresse e motivate richieste e ... anche in ragione dell’età anagrafica”, tutti i gestori hanno concordato sulla necessità di ricevere da parte dello Stato, della Regione o dall’Ufficio Scolastico Regionale, una norma o nota formale di chiarimento in ordine alla precisa definizione delle procedure e responsabilità da seguire per la valutazione e l’inclusione di tali categorie, all’applicazione o meno a entrambi i genitori o solo ad uno, alla specifica di quali sono le cd. altre categorie “essenziali” (anche rispetto al fatto se rientrano figure come insegnanti ed educatori, lavoratori dei servizi di pubblica utilità, etc.).

 

Si è infine condiviso che le eccessive deroghe alle decisioni assunte, specie in aree a forte rischio pandemico, rischiano di dare informazioni fuorvianti alle famiglie e rendono di difficile attuazione la riorganizzazione dei servizi: sono preferibili decisioni chiare, tempestive ed univoche senza margini di interpretabilità, specie in relazione alla apertura o chiusura di servizi fondamentali come quelli educativi all’infanzia.

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