Descrizione
Nidi d’infanzia e servizi educativi
Sul territorio dell’Unione delle Terre d’Argine nell’anno scolastico 2025-2026 sono funzionanti:
- 10 nidi d’infanzia comunali a gestione diretta e 1 in appalto per un totale di 534 posti (compresi anche i bambini inseriti nei servizi educativi sperimentali);
- 4 nidi privati di Carpi con 180 posti comunali appaltati e finanziati;
- 13 nidi e servizi educativi (0-3 anni) con 87 posti convenzionati con l’Unione e da essa finanziati;
- 14 nidi e servizi educativi (0-3 anni), autorizzati al funzionamento e – dove previsto dalla normativa, accreditati – con 133 posti interamente privati.
Il totale dei bambini frequentanti i nidi e servizi educativi alla prima infanzia nell’Unione è quindi, a dicembre 2025, pari a 934 (-10 bambini frequentanti rispetto allo scorso anno, dopo l’incremento di quasi 80 bambini nei due anni precedenti). Al 31 dicembre 2025, si registra un calo complessivo delle nascite nell’Unione pari a 117 unità, in linea con il declino delle nascite a livello Nazionale.
In particolare e rispetto ai 4 comuni del territorio:
- 65 frequentanti a Campogalliano, pari al 51,18% dei bambini residenti in età (-11,55% rispetto all’anno scorso);
- 662 frequentanti a Carpi, pari al 50,57% dei bambini residenti in età (+3,02% rispetto all’anno scorso);
- 68 frequentanti a Novi di Modena, pari al 37,78% dei bambini residenti in età (+2,83% rispetto all’anno scorso);
- 139 frequentanti a Soliera, pari al 52,45% dei bambini residenti in età (+5,13% rispetto all’anno scorso).
I bambini con cittadinanza non italiana frequentanti sono 43 (4,60% degli iscritti, in calo rispetto all’anno precedente).
I bambini con disabilità certificata sono 6 (erano 16 nel 2024-25).
Il 49,65% dei bambini residenti in età 0-3 anni nel territorio dell’Unione delle Terre d’Argine frequenta il nido d’infanzia (in significativa crescita +5,83% rispetto all’anno scorso).
Secondo quanto espressamente stabilito dal Piano nazionale italiano di ripresa e resilienza (PNRR) nell’estate 2021 e di tutte le connesse politiche nazionali e regionali, l’obiettivo è portare l’Italia al di sopra della soglia del 33% del tasso di educazione (rapporto tra bambini frequentanti i servizi alla prima infanzia / bambini residenti in età) stabilita nel consiglio europeo di Barcellona più di venti anni fa (2002), poi confermato dalla Commissione europea in relazione alla strategia Europa 2020 per quanto riguarda il programma Istruzione e formazione 2020 (ET 2020).
L’Unione Europea ha poi recentemente fissato come nuovo sfidante obiettivo (Agenda 2030) di raggiungere una copertura del 45% di posti negli asili nido per i bambini sotto i 3 anni entro il 2030.
Tale obiettivo per il nostro territorio, ormai del tutto consolidato dopo gli effetti pandemici e della crisi economica, è quindi stato raggiunto e ampiamente superato.
Se consideriamo il tasso di risposta alle domande di iscrizione ai nidi d'infanzia (comunali e convenzionati) pervenute nell’anno scolastico 2025-2026, sul territorio dell’Unione le risposte evase rispetto alle richieste di iscrizione sono in complesso l’85,60% a dicembre 2025 (+3,32% in riferimento allo scorso anno).
Nello specifico, questi sono i dati relativi ai 4 comuni dell’Unione calcolati a fine 2025:
- a Campogalliano le risposte positive a fronte delle domande di iscrizione sono pari al 87,50% dei richiedenti
- a Carpi le risposte positive a fronte delle domande di iscrizione sono pari al 83,06%
- a Novi di Modena le risposte positive a fronte delle domande di iscrizione sono pari al 100%
- a Soliera le risposte positive a fronte delle domande di iscrizione sono pari all’89,69%.
Nel corso d’anno, a fronte di rinunce e nuove iscrizioni, le liste d’attesa vengono aggiornate (in ottobre ed in gennaio) e si dà luogo a nuovi ingressi (fino al mese di marzo), anche grazie alle politiche regionali di sostegno allo scorrimento delle liste di attesa. Grazie a questi interventi, all’offerta di nuovi posti convenzionati con il pubblico ma anche di posti aggiuntivi che i gestori intendono mantenere privati, il tasso di risposta alle domande d’iscrizione al nido d’infanzia per l’Unione delle Terre d’Argine arriverà ad avvicinarsi al 90% delle richieste, assicurando una progressiva positiva risposta a nuovi bambini.
Nel territorio dell’Unione sono infine autorizzati e funzionanti quattro Piccoli Gruppi Educativi, tre sezioni ‘primavera’, tre servizi educativi sperimentali presso le scuole d’infanzia comunali Arcobaleno, Acquerello e Coccinella, i Centri bambini e Famiglie “Scubidù” di Carpi, “In Erba” di Soliera, “Aquilone” di Novi e “Girotondo” di Rovereto, Centro Bambini e famiglie di Campogalliano. I frequentanti dei Centri bambini e Famiglie nell’Unione sono mediamente oltre i 100 a settimana.
Scuole dell’infanzia
Nel territorio dell’Unione delle Terre d’Argine nell’anno scolastico 2025-2026 sono funzionanti:
- 9 Scuole d’infanzia comunali, per complessive 28 sezioni (-1 rispetto allo scorso anno scolastico);
- 15 Scuole d’infanzia statali, per complessive 54 sezioni (+1 rispetto allo scorso anno);
- 10 Scuole d’infanzia paritarie autonome, per complessive 29 sezioni (dato invariato rispetto allo scorso anno).
Il totale dei bambini frequentanti nelle 111 sezioni funzionanti è di 2.308 (in linea, -3 unità rispetto allo scorso anno scolastico).
I bambini iscritti con cittadinanza non italiana dichiarati dalle scuole (al momento delle iscrizioni, senza quindi tenere conto di eventuale acquisizione di cittadinanza italiana stimabile tra il 5 e il 10% sul totale) sono 480 (il 20,80 del totale, in lieve calo -0,49% rispetto all’anno scorso).
I bambini con disabilità certificata sono 81 (+1 rispetto all’anno precedente).
Oltre il 98% dei bambini residenti nel territorio dell’Unione si iscrive alla scuola d’infanzia. Il documento sottoscritto dai paesi europei nel Consiglio Europeo di Barcellona del 2002, prevedeva in relazione alle scuole d’infanzia, di raggiungere entro l’anno 2010 l’obiettivo della soddisfazione del 90% della domanda potenziale. In seguito, la Commissione europea con la strategia Europa 2020 ed il programma Istruzione e formazione 2020 (ET 2020) ha portato il parametro di soddisfazione della domanda di scuola d'infanzia, da raggiungere entro il 2020, al 95%.
La nuova strategia europea (Agenda 2030) prevede, per i bambini di età superiore ai 4 anni, un nuovo obiettivo da conseguire per il 2030: il 98% dei residenti in età.
Il risultato ottenuto dall’Unione Terre d’Argine, in relazione anche a questo obiettivo, risulta quindi del tutto coerente con i prefissati indirizzi UE.
Se consideriamo il tasso di risposta alle domande di iscrizione alle Scuole dell’infanzia pervenute nell’anno scolastico 2025-2026, sul territorio dell’Unione le risposte evase rispetto alle richieste di iscrizione sono in complesso il 100%.
Scuole primarie
Nel territorio dell’Unione delle Terre d’Argine nell’anno scolastico 2025-2026 sono funzionanti 22 Scuole primarie di cui 2 private/paritarie.
In particolare e rispetto ai 4 comuni del territorio:
- a Campogalliano: 1 Scuola primaria (17 classi con una media di 18,82 alunni per classe);
- a Carpi: 16 scuole primarie, di cui 2 paritarie (143 classi con una media di 21,04 alunni per classe);
- a Novi di Modena: 2 Scuole primarie (17 classi con una media di 20,65 alunni per classe);
- a Soliera: 3 Scuole primarie (29 classi con una media di 19,10 alunni per classe).
La media complessiva degli alunni per classe nelle scuole primarie dell'Unione è di 20,55 alunni (+0,34 rispetto allo scorso anno).
Il totale degli alunni frequentanti è di 4.234 (quasi stabile, -11 iscritti frequentanti, rispetto allo scorso anno scolastico) distribuiti in 206 classi (-4 rispetto a un anno fa).
Gli alunni con cittadinanza non italiana dichiarati dalle scuole al momento delle iscrizioni sono 1.088 (pari al 25,70% del totale, in lieve aumento, +0,45%, rispetto all’anno precedente).
Gli alunni con disabilità certificata sono 257 (pari al 6,07% del totale, in lieve aumento, +0,23%, rispetto all’anno precedente).
Scuola secondaria di primo grado
Nel territorio dell’Unione delle Terre d’Argine nell’anno scolastico 2025-2026 sono funzionanti 8 Scuole secondarie di 1° grado, di cui 1 paritaria.
In particolare e rispetto ai 4 comuni del territorio:
- a Campogalliano: 1 Scuola secondaria di 1°grado;
- a Carpi: 5 Scuole secondarie di 1° grado, di cui 1 paritaria;
- a Novi di Modena: 1 Scuola secondaria di 1° grado funzionante su due sedi: Novi e Rovereto;
- a Soliera: 1 Scuola secondaria di 1° grado.
Il totale degli alunni frequentanti è di 2.921 (in diminuzione di -52 ragazzi, raffrontando il dato con quello dell’ultimo anno scolastico) distribuiti in 131 classi (come lo scorso anno), di cui con cittadinanza dichiarata non italiana 798 (pari al 27,32% del totale degli alunni, +2,03% rispetto all’anno scolastico scorso).
Gli alunni con disabilità iscritti sono complessivamente 162, il 5,55% del totale (con un aumento dello +0,27% rispetto all’anno scorso).
Le scuole secondarie di secondo grado presenti (unicamente a Carpi) sono:
- Liceo Scientifico Statale "Manfredo Fanti";
- Istituto d'Istruzione superiore "Antonio Meucci";
- Istituto Professionale Statale per l'industria e l'artigianato "Giancarlo Vallauri";
- Istituto Tecnico Industriale Statale "Leonardo da Vinci".
Nell’anno scolastico in corso (2025-2026), a fronte di 228 (+6 rispetto a un anno fa) classi presenti, il totale degli studenti è di 5.363 (ancora in significativo aumento, +171, nel confronto con il 2024-2025).
Gli studenti con cittadinanza non italiana dichiarati dalle scuole al momento delle iscrizioni sono 882 (pari al 16,45% degli alunni, in lieve aumento, 0,58%, rispetto all’anno scorso).
Gli alunni disabili sono 177 (pari al 3,30% del totale, costanti +0,06% rispetto al precedente anno scolastico).
In lieve aumento anche il dato degli iscritti al CPIA, Centro Istruzione Adulti di Carpi (+10 rispetto all'anno precedente).
Queste le dichiarazioni dell’assessore alle Politiche Educative e Scolastiche dell’Unione Terre d’Argine, Daniela Tebasti:
“Al di là delle analisi più puntuali che la pubblicazione annuale consente, possiamo evidenziare alcune direttrici interpretative dei dati appena pubblicati:
Rispetto allo scorso anno, si conferma la tenuta e la crescita della maggior parte dei parametri relativi ai nidi e ai servizi educativi alla prima infanzia. Grazie anche alle misure regionali di sostegno alle famiglie e ai gestori, di cui vorremmo chiedere proroga e ampliamento a favore degli Enti virtuosi come il nostro che rischiano di rimanere fortemente penalizzati, il nostro territorio fa registrare un tasso di educazione (stabilito dal rapporto tra bambini frequentanti i servizi alla prima infanzia / bambini residenti in età) che supera il 49% conseguendo già gli obiettivi UE dell’Agenda 2030; un aumento nella risposta di offerta di nidi pubblici e convenzionati alle famiglie che, sempre più numerose, fanno domanda del servizio (a dicembre siamo a oltre 8 risposte positive su 10); una grande soddisfazione delle famiglie per i servizi frequentati (nell’indagine di customer care del 2025 i nidi di infanzia ottengono il punteggio di 9,0/10). Siamo però consapevoli che alcune famiglie non hanno ancora trovato posto al nido: tra gli obiettivi di mandato, confidenti nel supporto dello Stato e della Regione e cercando di investire tutte le risorse di un bilancio che presenta alcune difficoltà nel consolidare tutti i nostri servizi educativi di qualità, vogliamo continuare ad aumentare i posti nido convenzionati con il pubblico e a stimolare un’offerta privata di qualità, per riuscire a dare una risposta in tempi brevi alla quasi alla totalità dei richiedenti. Chiediamo quindi alle famiglie residenti ancora in lista di attesa di pazientare: l’impegno è di offrire, anche nel corso dell’anno educativo, una risposta piena e limitare ulteriormente le liste di attesa ancora presenti nel nostro territorio, promuovendo un’offerta flessibile e diversificata di servizi educativi e integrativi al nido – come i Centri Bambini e Famiglie – in tutti e 4 i Comuni dell’Unione;
Si conferma quindi il consolidamento del già alto tasso di scolarizzazione dell’intero sistema territoriale integrato di educazione ed istruzione (bambini da 0 a 6 anni). Numerosi sono i dati positivi che avvalorano questo: come già visto, ormai un bambino su due frequenta i servizi educativi pubblici e privati per bambini fino a 3 anni (la ricordata frequenza di oltre il 49% di bambini residenti nei Comuni dell’Unione è un dato di rilievo assoluto anche rispetto all’intero panorama nazionale), nonché la sostanziale universalizzazione dei frequentanti le scuole di infanzia (pari al 100% dei bambini da 3 a 6 anni richiedenti e oltre al 98% di quelli residenti). Da evidenziare il pieno e anticipato raggiungimento di tutti gli obiettivi “educativi” europei per l’infanzia, dettagliati anche nel PNRR nazionale, nonché quelli nuovi e ancora più sfidanti fissati per il 2030;
La scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado si devono invece ancora confrontare con il calo demografico, con conseguente perdita di allievi e di sezioni, specie nelle scuole cosiddette “a modulo”, cioè prive del “tempo pieno”, dove le richieste e gli apprezzamenti dei genitori sono invece in aumento. Siamo certi che il territorio, anche grazie ad un’offerta scolastica coordinata ed innovativa, saprà cogliere la sfida favorendo proposte interessanti e qualificate di estensione ed “apertura” dell’offerta, supportate anche dall’Ente Locale. Auspichiamo che il governo assicuri la conferma dell’organico degli insegnanti e del personale scolastico, che ha consentito – ma solo in parte – negli ultimi anni, la riduzione della media di alunni per classe e una didattica più incisiva e di qualità. Anche la nuova gara in atto sulla ristorazione scolastica, compatibilmente con i vincoli normativi e strutturali, intende dare una risposta omogenea, equilibrata e di qualità alla sempre più significativa richiesta di scuole a tempo pieno;
Il dato certamente più rilevante rimane la grandissima qualità riconosciuta e la conseguente attrattività (anche fuori i confini della nostra Unione) delle scuole superiori del nostro territorio. Quest’anno gli iscritti frequentanti sono 5.363, ben oltre la soglia dei 5.000, con un aumento importante in tutte le nostre 4 scuole presenti a Carpi, che rappresentano un’offerta diversificata ma complementare, aggiornata alle nuove tecnologie e coerente con le competenze richieste e ricercate, considerata evidentemente idonea sia dal punto di vista della formazione e della crescita dei ragazzi/e, che del tutto rispondente alle richieste del mercato del lavoro. Il dato dell’incremento di iscritti dall’anno precedente (+ 222) è davvero notevole: il trend di crescita continuo è ormai ultradecennale, ma è importante notare che negli ultimi anni, nonostante il calo demografico avesse già impattato sulla scuola secondaria di primo e secondo grado, gli iscritti alle scuole superiori sono passati da 4.733 del a.s. 21-22, ai 4.797 del 22-23, ai 4.964 del 23-24, ai quasi 5.200 nel 24-25 agli oltre 5.300 di oggi.
La scuola dell’Unione si conferma poi aperta ed accogliente per tutti i bambini e ragazzi con disabilità. Grazie alla continua collaborazione tra Istituzioni scolastiche ed Ente Locale è stato infatti possibile predisporre un’offerta inclusiva per tutte le scuole di ogni ordine e grado. Non lineare risulta il numero e la percentuale di alunni frequentanti con cittadinanza non italiana: cresce nelle scuole primarie e nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, diminuisce nelle scuole d’infanzia. Risulta importante considerare che il dato sugli alunni/e stranieri riportato in pubblicazione è quello rilevato e dichiarato dalle scuole al momento delle iscrizioni; non considera pertanto l’eventuale ottenimento della cittadinanza italiana nel corso degli anni di frequenza di quell’ordine di scuola (stimabile tra il 5 e 10% del totale indicato). Il fenomeno di queste oscillazioni potrebbe quindi essere motivato, oltre che dal progetto migratorio delle famiglie, anche dall'acquisizione della cittadinanza italiana da parte di diversi studenti frequentanti;
Mi preme evidenziare che nel 2025 è stato rinnovato ed approvato all’unanimità il Patto per la scuola dell’Unione Terre d’Argine, ovvero l’importante accordo che regola, per il nostro territorio, i rapporti tra l'Ente Locale, le Istituzioni scolastiche statali e paritarie (dalle scuole dell'infanzia alle secondarie di 2° grado), il CPIA territoriale e la Formazione professionale in un'ottica di condivisione e corresponsabilità. L’obiettivo è stato quello di aggiornare e caratterizzare questa importante intesa sia dal punto di vista operativo e normativo che, soprattutto, identificando le principali sfide del momento, individuando insieme i contenuti prioritari sui quali agire. Anche nel 2026, conseguentemente e a titolo esemplificativo, condivideremo e ricercheremo risorse attraverso specifici percorsi di fund raising, daremo attuazione ai molti progetti prioritari, condivisi e aggiornati (es. intercultura, promozione dell’agio, qualificazione didattica, genitorialità, inclusione alunni con disabilità, orientamento, PNRR, metodologie formative e didattiche, università etc.); realizzeremo in modo integrato il nuovo progetto provinciale sull’orientamento con specifica attenzione agli elementi di innovazione individuati ed approvati per il nostro distretto; daremo continuità nell’applicazione delle politiche di contrasto alla dispersione, evasione obbligo scolastico a seguito del protocollo per il Decreto Caivano; arricchiremo ulteriormente il progetto “In Campus” (che ha il principale obiettivo di “aprire” le scuole e individuare ulteriori “spazi educativi” lungo l’intero asse - o campus - di via Peruzzi, in particolare per i ragazzi/e, anche in orario extrascolastico); svilupperemo ulteriormente il modello territoriale delle “scuole aperte” al pomeriggio ed in estate; definiremo e approveremo nuovi protocolli operativi che specificano ulteriori impegni reciproci tra i firmatari (es. patto di corresponsabilità digitale; sostegno ed adozione di parchi e sostenibilità ambientale; gestione delle emergenze; accoglienza, formazione e inclusione degli alunni neoarrivati NAI – nelle scuola di ogni ordine e grado; azioni positive ed integrate di contrasto alla dispersione scolastica; etc.).. È importante, a tale proposito, citare il grande investimento di risorse pubbliche sulla qualificazione educativa e scolastica sostenuto in modo molto significativo anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, che annualmente destina risorse notevoli alle scuole di ogni ordine e grado pubbliche e paritarie del territorio."
