Caregiver che lavorano, l'Unione delle Terre d'Argine mette al centro diritti, imprese e un Patto territoriale per la cura

Nello scorso appuntamento del ciclo di seminari organizzato dall'Unione nell'ambito della Rete Welfare: al centro la discriminazione indiretta dei lavoratori caregiver, la nuova prassi UNI per le imprese e il disegno di legge all'esame del Senato.

Caregiver che lavorano, l'Unione delle Terre d'Argine mette al centro diritti, imprese e un Patto territoriale per la cura
Caregiver che lavorano, l'Unione delle Terre d'Argine mette al centro diritti, imprese e un Patto territoriale per la cura

Descrizione

I diritti di chi lavora e assiste un familiare, gli strumenti a disposizione delle aziende che vogliono favorire la conciliazione e le richieste al legislatore alla vigilia del passaggio in Senato del disegno di legge sui caregiver familiari. Sono i temi affrontati giovedì scorso nel seminario "Caregiver e lavoratore: nuove sfide per il welfare", appuntamento del ciclo di incontri che l'Unione delle Terre d'Argine organizza nell'ambito della propria Rete Welfare, con la collaborazione della cooperativa sociale Anziani e non solo.
Secondo le stime sono quasi cinque milioni le persone che in Italia assistono con continuità un familiare anziano, fragile o non autosufficiente, e molte di loro lo fanno affiancando la cura a un'occupazione. Una condizione che riguarda centinaia di migliaia di lavoratori e che rappresenta una delle principali sfide sociali e demografiche del Paese. Il seminario ha scelto di guardarla proprio dal punto di vista del lavoro.

L'avvocato Salvatore Milianta ha illustrato i recenti sviluppi della giurisprudenza europea e italiana sulla discriminazione indiretta dei lavoratori caregiver, che si verifica quando regole e organizzazione del lavoro, pur apparentemente neutre, finiscono per penalizzare chi ha responsabilità di cura. Da qui l'importanza dell'accomodamento ragionevole, cioè degli adattamenti che il datore di lavoro può mettere in campo per rendere compatibili impiego e assistenza.

Il professor Leonardo Pompa dell'Università di Modena e Reggio Emilia ha invece presentato una proposta di accompagnamento rivolta alle imprese, pensata come introduzione alla nuova prassi UNI dedicata alla certificazione della conciliazione tra lavoro e responsabilità di cura. Il percorso parte da un'autovalutazione che aiuta le aziende a individuare i miglioramenti organizzativi possibili, mentre la certificazione può favorire innovazione organizzativa, valorizzazione delle risorse umane, riduzione delle disuguaglianze e una collaborazione più stretta tra impresa, servizi territoriali e terzo settore.

Sul fronte legislativo, Loredana Ligabue, segretaria di CARER, l'associazione dei caregiver familiari, ha richiamato l'attenzione sul testo che sta per approdare al Senato. «Nel testo di legge a breve in discussione al Senato sono presenti forti discriminazioni rispetto ai caregiver non conviventi e non vengono introdotte misure realmente innovative per aiutare chi deve conciliare lavoro e cura. Auspichiamo che il dibattito parlamentare possa essere occasione per superare una visione esclusivamente assistenziale del caregiving. L'esperienza delle Terre d'Argine dimostra che quando istituzioni, servizi, imprese, sindacati e associazioni lavorano insieme si possono costruire risposte concrete alla conciliazione tra lavoro e cura. È questo il salto di qualità di cui ha bisogno il Paese: passare dal riconoscimento formale dei caregiver alla costruzione di un ecosistema di diritti, servizi e opportunità che eviti di scegliere tra il lavoro e l'assistenza ai propri cari».

Dal confronto tra amministratori locali, organizzazioni sindacali, cooperazione sociale e associazionismo è emersa la proposta di dare vita a un vero e proprio "Patto territoriale per la cura", in linea con gli orientamenti europei e internazionali che indicano nell'alleanza tra enti locali, sistema dei servizi, imprese e società civile la strada per sostenere i caregiver e favorire la conciliazione tra lavoro e responsabilità di cura.

Il ciclo di seminari si inserisce nel percorso che l'Unione delle Terre d'Argine porta avanti da anni sul tema, con un sistema integrato di interventi che unisce servizi territoriali, iniziative di welfare comunitario e azioni rivolte alle imprese. Tra le tappe più significative c'è l'adesione del Comune di Carpi  all'Appello promosso da CARER per il riconoscimento dei diritti dei caregiver lavoratori e per la costruzione di alleanze tra welfare territoriale e welfare aziendale.

«L'invecchiamento della popolazione e l'aumento delle fragilità richiedono una nuova assunzione di responsabilità collettiva», sottolinea Tamara Calzolari, assessora al Welfare del Comune di Carpi. «I caregiver familiari rappresentano una risorsa essenziale per la tenuta del sistema di welfare e devono essere sostenuti con politiche territoriali, servizi accessibili e una più forte collaborazione tra istituzioni, imprese e mondo del lavoro. Le esperienze maturate nei territori possono offrire indicazioni importanti anche al legislatore nazionale».

Il ciclo di seminari si concluderà mercoledì 18 novembre con l’ultimo appuntamento in programma per il 2026.

 

Data: 12 Febbraio 2026

Numero progressivo comunicato stampa

48

Tipo di notizia

Comunicato Stampa

Ultimo aggiornamento: 2 Novembre 2026, 13:31